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01 December 鎌倉時代・Il periodo Kamakura(^^ Inizio Avviso ^^)
A tutti i web-viaggiatori desiderosi di vedere le immagini!! Potete trovarle sul mio image-blog: http://spaces.msn.com/members/kokuminkenkohoken/ (^^ Fine Avviso ^^) Il periodo Kamakura (1185-1333) Nonostante la sua apparente brevità, il periodo Kamakura è di fondamentale importanza per comprendere la storia dei secoli a venire. Il vincitore delle lotte che posero fine al periodo Heian, Minamoto Yoritomo (il suo nome è scritto alla Giapponese: per quanto mi è possibile, scriverò sempre prima cognome e poi nome secondo le tradizioni nipponiche), ebbe il titolo di Shogun. Lo Shogun è una figura il cui ruolo potrebbe a prima vista sembrare ambiguo: è un capo militare che, teoricamente, dovrebbe sottostare al potere imperiale. Tuttavia, dopo un primo periodo di ligia rispettosità, gli Shogun iniziarono a far di testa propria e divennero, a tutti gli effetti, i veri governatori del paese, lasciando alla Corte Imperiale una funzione simbolica (che poi è quella che ha ancora ora).
Tornando a Minamoto, egli si stabilì a Kamakura, lontano da Kyoto, a Sud di quella che poi sarebbe diventata la città di Edo (Tokyo). Stabilì una struttura amministrativa e un quartier generale militare, creò un ministero per avere i samurai sotto il suo controllo. Di fatto, quindi, dominava il paese, avendo il controllo dell'amministrazione, della giustizia, delle successioni imperiali e del potere militare. Nonostante i vari inviti a trasferirsi a Kyoto (il cui nome era da poco cambiato, da Heian-kyo), rimase sempre a Kamakura, protetto dai "7 imprendibili passi" (che spiegherò ben bene quando creerò una scheda su Kamakura...).
Tuttavia, Minamoto costrinse l'imperatore a installare un governatore in ogni provincia, detto shugo, in qualità di governatore militare e uno, detto jito, in qualità di amministratore. Essi erano formalmente responsabili del controllo militare delle province e anche della riscossione delle tasse. Entrambi, però, rispondevano direttamente allo Shogun. In questo modo, il controllo della nuova classe dominante, dei guerrieri, diventava evidente. Questo sistema di governo si basava su obblighi e dipendenze, senza discostarsi troppo da quanto accadeva in Europa nel periodo medievale, quindi si può definirlo sistema di governo feudale oppure, secondo il nome giapponese, bakufu. La Corte Imperiale, quindi, aveva perso di fatto il suo potere e godeva di scarsissima considerazione. Essa continuava ad esistere, ma ma i secoli a seguire ne videro il progressivo impoverimento. Mantenne però un ruolo simbolicamente importante, fino al 1868 quando, con la restaurazione Meiji, l'Imperatore riacquistò il suo titolo di capo di Stato. Durante questo secolo e mezzo, vi furono eventi e sviluppi che non si possono non considerare. Si ebbe un rivoluzionario miglioramento delle tecniche di coltivazione per provvedere il cibo per una popolazione in forte crescita. Aumentando la popolazione, aumentava anche l'economia; si stabilivano nuovi insediamenti nelle campagne, migliorò il commercio, favorito dagli scambi monetari, crescevano i mercati locali e si creò il primo, vero sistema monetario. Il buddhismo divenne una religione comune, facendo presa sia sui samurai che sulla gente comune, mentre in precedenza era stata la religione dell'aristocrazia. Le regole della vita civile divennero complesse e dure. Nonostante tutto questo (o forse proprio a causa di questo turbine di avvenimenti) il sistema dei governatori militari e amministrativi cominciò a sgretolarsi. E' in questo periodo che si hanno i due peggiori rischi corsi dal Giappone antico: le invasioni Mongoliche. Nel 1274, i Mongoli cinesi radunarono un esercito (piccolo per i Mongoli, guerrieri famigerati, ma enorme per i Giapponesi), probabilmente compreso fra 10'000 e 15'000 uomini, e salparono attraverso il Mar del Giappone. Arrivati in prossimità della costa, il mare in burrasca affondò le loro navi, e i pochi soldati che riuscirono a vedere la riva vennero passati a fil di spada. Così, non abituato alla sconfitta, uno sprovveduto Re Mongolo decise di radunare un esercito di 150'000 uomini e di un numero incredibile di navi (si parla di 1'000 o addirittura 1'500). Nel 1281, l'attacco era pronto: la macchina da guerra Mongola, che ormai aveva mietuto innumerevoli vittime (anche illustri, come i Cinesi), era pronto a colpire. Senonchè, il Gran Ammiraglio ebbe la sciagurata idea partire durante la stagione dei Tifoni, che si abbattono principalmente sull'isola di Kyushu, nel Sud. Quando le navi già incombevano minacciose, il vento iniziò a imperversare e le navi Mongole non ressero all'impatto. I Giapponesi, allora, non poterono credere ai loro occhi: la loro Terra era salva... ma non poterono esimersi dall'attribuire alla vittoria navale un qualcosa di divino: così chiamarono il vento dei Tifoni "Kami-kaze", ovvero vento divino. La prossima volta, le dirette conseguenze del periodo Kamakura: il periodo Muromachi!! Non mancate!! Shinkangae Comments (8)
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