|
|
| Sorry, your entry can't be deleted right now. Please try again later. |
December 05 江戸時代・Il periodo Edo
Finalmente, oggi, sono riuscito a concedermi al blog... e metto on-line il mio periodo preferito: Il periodo Edo (1600-1868) Le vicende politiche, economiche, sociali e religiose del periodo Edo sono straordinatamente complesse. Le caratteristiche salienti di questo periodo sono la crescente prosperità della classe dei mercanti e il simultaneo sviluppo urbano. Edo (oggi Tokyo) divenne una delle città più grandi del Pianeta e si pensa che all'inizio del XVIII secolo contasse circa 1'500'000 abitanti: molti di più di quelli di Londra o di Parigi nello stesso periodo. Lo Shogun Tokugawa Per molti anni lo shogun Hideyoshi si lamentò per la mancanza di un erede maschio. Quando, in vecchiaia, ebbe finalmente un figlio maschio (Hideyori), si dedicò alla fondazione di una dinastia di guerrieri. Fondò un consiglio di vassalli e di alleati tra i quali il più importante era Tokugawa Ieyasu (1542-1616). Questo controllava un enorme territorio, secondo solo a quello dello stesso Hideyoshi. I membri del consiglio dovettero giurare fedeltà all'erede, che al momento della morte del padre aveva solo 5 anni. La morte di Hideyoshi fu un'ottima opportunità per gli ambiziosi signori della guerra. Tokugawa Ieyasu, a solo un anno dalla morte di Hideyoshi, aveva stretto un patto con i signori che avevano precedentemente giurato fedeltà al giovane erede. Nel 1600, tuttavia, egli stesso fu sfidato da una coalizione di signori del Giappone Occidentale (corrispondente alla zona di Kansai, dove si trova Osaka). Vinse la battaglia di Sekigahara (nei pressi di Kyoto) e divenne di fatto signore di tutto il Giappone. Nel 1603 Tokugawa Yeyasu fu insignito del titolo di Shogun dall'imperatore, che manteneva nonostante tutto la sua importanza simbolica. Stabilì la sua capitale a Edo, passò al figlio il titolo di Shogun nel 1605 per poi ritirarsi a vita privata e meglio ordire intrighi atti a consolidare la posizione della sua famiglia. Morì per cause naturali nel 1616. Il principale problema che Ieyasu dovette affrontare fu il trovare una conciliazione fra un forte potere militare centralizzato ed una struttura amministrativa completamente decentrata. Alla fine escogitò un complesso sistema che combinava l'autorità feudale e l'amministrazione burocratica, dove gli Shogun Tokugawa rappresentassero la suprema autorità dalla quale i vari daimyo ricevevano i propri domini e alla quale prestavano giuramento. Ogni daimyo nel suo territorio aveva una grande autonomia amministrativa, ma non miliatre. Questo sistema riuscì a mantenere la pace e la prosperità per ben più di due secoli. Se questo fragile equilibrio fosse proprio del sistema o delle persone che ne erano parte è difficilmente determinabile. Più probabilmente, entrambe le due ipotesi.
Nella foto, un ukiyo-e, stampa a colori del periodo, molto famoso

Ieyasu aveva una vera passione per l'organizzazione dell'amministrazione ed usò ogni mezzo perché la sua discendenza continuasse a detenere il potere nel tempo. Con lo scopo di mantenere sotto controllo i suoi daimyo, nel 1635 organizzò un sistema, detto sankin kotai, che prevedeva che ognuno dei 300 signori feudali a rotazione prestasse servizio ad Edo per un certo periodo. Lo shogunato stabilì una rigida gerarchia sociale e adottò, come base della politica, anche quella sociale: una sorta di neo-confucianesimo. A Edo, come nelle province, ogni individuo doveva essere perfettamente cosciente della sua posizione sociale in modo di sapere autonomamente come comportarsi. L'importanza che il Confucianesimo dava all'obbedienza e all'esistenza di relazioni "corrette" tra superiori ed inferiori impegnò ben presto tutti gli strati sociali e a volte, purtroppo, questo risultato si otteneva solo con l'uso della spada. La gente non sapeva a chi rivolgersi quando un daimyo teneva un comportamento iniquo. Come accade ancora oggi, il Giappone mostrava una certa attrazione verso lo straniero unita però ad una forte xenofobia. La xenofobia prevaleva in modo spesso brutale e cruento nei confronti di chiunque venisse dal mondo esterno. Per la maggior parte dello shogunato Tokugawa il Giappone, infatti, si chiuse a riccio. Nei lunghi anni di pace lentamente i mercanti divennero più importanti dei guerrieri. Gli standard di vita migliorarono per tutte le classi sociali ma, di tanto in tanto, lo shogunato reprimeva il grande dispendio di denaro da parte dei mercanti imponendo qua e là tasse spropositate.
La crescita di Edo Quando Ieyasu si stabilì per la prima volta in quella che poi sarebbe diventata Tokyo, nella zona c’erano solo pochi villaggi sparsi di pescatori e contadini. La cittadina di Edojuku, alla foce del fiume Hirakawa, era formata da un centinaio di case col tetto di paglia raccolte intorno ad un castello in rovina costruito nel 1457 da Ota Dokan, uno dei signori della guerra. La sua storia è interessante: questi era un raffinato poeta e studioso, e fu ucciso nel 1485 per ordine del suo stesso padrone. Ieyasu portò con sé ad Edo un considerevole numero di abitanti. Un vasto numero di villici, mercanti e ronin (samurai senza padrone) confluì nella capitale del nuovo Shogun per collaborare alla costruzione del castello, delle case, dei magazzini e di tutte quelle infrastrutture che la mastodontica burocrazia richiedeva. Si cambiò il corso dei fiumi, si scavarono canali e fu colmata la baia di Hibiya, che faceva giungere le acque della baia di Tokyo fin sotto la base del castello. Quando il daimyo e il suo seguito erano in città, i samurai presenti (che avevano per sé il 60% della città) potevano anche essere 500'000, quindi più di tutti gli altri cittadini messi insieme. Il 20% della città era occupato da monasteri e luoghi di culto, che formavano una sorta di “anello sacro” intorno al perimetro della città. All’inizio del 1700 vivevano ad Edo da uno a quattro milioni, cosa che rendeva la città la più grande del periodo. Contemporaneamente, ad esempio, Kyoto aveva 400'000 abitanti, Osaka 300'000. Nel 1801, quando le navi britanniche solcavano i mari, Londra non raggiungeva il milione di abitanti, mentre il Giappone aveva una popolazione di 30'000'000 di individui, di cui circa 2'000'000 erano samurai o loro familiari. (Nella foto, il castello di Edo)

In generale, i samurai abitavano nella parte alta della città (Yamanote), mentre gli altri abitanti, per volere o per forza, abitavano nella parte bassa (Shitamachi), lungo le sponde del fiume Sumida. La densità abitativa era elevatissima. Fin dalla fondazione sia Yamanote sia Shitamachi iniziarono ad invadere i terreni della baia di Tokyo, oggi ridotta ad 1/3 della sua estensione naturale. Ancora oggi, la città è divisa formalmente nei due distretti di Yamanote e Shitamachi (che, nei suoi ideogrammi, racchiude il significato di “villaggio di sotto”, quindi un luogo per persone meno importanti). Anche per oggi è tutto! Il Castello di Edo I terreni su cui sorgeva il castello di Ieyasu, compresi i fossati difensivi, erano molto vasti. La costruzione fu ultimata nel 1640, ma fu distrutta dal fuoco solo 7 anni più tardi. Come tutto il resto di Edo, il castello fu spesso ricostruito dopo aver subito incendi e terremoti. Oggi rimane poco dell'originale castello di Tokugawa e non ci sono stampe o pitture a dirci come fosse. In ogni caso, la città dello Shogun doveva essere maestosa, sovrastata dal monte Fuji e attraversata da canali. Spesso si dimentica che il sostentamento della città veniva dal mare, e da Osaka in particolare. Una delle ragioni per cui Ieyasu aveva scelto quell'area per costruire la capitale era proprio il facile accesso al mare. Ma il cedevole terreno della spiaggia della baia di Tokyo si rivelò inadatto ala costruzione di moli d'attracco, quindi i canali che si inoltravano nella terra ferma fungevano anche da porto. Anche le grandi strade che confluivano nella capitale, provenienti dalle altre importanti città, erano assai importanti. Una di queste era chiamata Tokaido, o strada del mare dell'Est, ed era percorsa dai signori che da Osaka e Kyoto viaggiavano alla volta di Tokyo per la periodica visita al loro signore. Tokaido penetrava all'interno della città formandone anche l'asse principale, fra Shinagawa e Nihombashi. (Nella foto, un panorama dell'antica Edo)

La dicotomia fra la raffinata cultura di Yamanote e la robusta e plebea aria di Shitamachi furono una costante per la città di Edo. Gli Edokko (figli di Edo) erano dediti ai piaceri, e questa continua ricerca si riflette grandemente nella cultura popolare dell'epoca: nel colore e nella cipria del kabuki; nel teatro dei burattini detto bunraku; negli ukiyo-e, particolari stampe eseguite con matrici di legno che ritraevano famosi attori, lottatori di sumo, cortigiane e geishe; nei luoghi di piacere, autorizzati e non, in una vasta produzione di testi di studio o di storie di basso livello. Tutto questo riflette il piacere per i beni materiali ed una sorta di consumismo ante litteram. Il numero degli uomini, nel 1721, era il doppio di quelle donne, e ciò contribuiva a renderli attaccabrighe e turbolenti. Questo spiegherebbe anche il fiorire di tante case di tolleranza e il diffondersi di stampe a soggetto esplicitamente erotico che incontravano, naturalmente, il gusto degli uomini. Per oggi è tutto! Domani, l'ascesa dei mercanti. Shinkangae P.s. Ho deciso di prolungare il tempo di stazionamento di questo post di altri 3 giorni, per permettermi di inserire un poco per volta le mille altre cose che avrei da aggiungere... spero che non vi dispiaccia!! P.p.s. Per Babelle o per chiunque si intenda di computer più di me (presumibilmente, molti!): come mai le statistiche del mio blog crescono di molto, mentre il contatore mi si è bloccato? Ad esempio, adesso nelle statistiche sono a 8200, con 100 l'ultimo giorno... ma il contatore è fermo a 4 visite in più di ieri! Grazie!! L'ascesa dei mercanti Il rafforzamento dello shogunato causò vari cambiamenti economici. Quando lo shogunato ordinò di cessare il commercio con l'estero, i mercanti e le importanti zone commerciali (zaibatsu, letteralmente "cricca ricca") rivolsero la loro attenzione al commercio interno, con nuovi sistemi di mercato. Le grandi strade che i Tokugawa fecero costruire, la standardizzazione di pesi e misure e il sistema monetario unificato aiutarono lo sviluppo delle zaibatsu (che sopravvissero fino alla II Guerra Mondiale, quando furono smantellate dagli Americani perchè si temette che potessero dare del filo da torcere alla supremazia americana a livello commerciale mondiale). Appena a Nord di Nihombashi, il ponte dal quale sono misurate tutte le distanze in Giappone, sorgevano i più vasti magazzini per le derrate secche, incluso Echigoya (oggi Mitsukoshi), costruiti dal 1673 nel periodo Edo, così come Sumitomo e molti altri odierni zaibatsu. I samurai ricevevano il loro compenso in riso, ma l'economia era sempre più basata sul denaro, cosa che non piaceva affatto allo shogunato, poichè le sue basi economiche erano fondate sul pagamento di tasse in riso. Il risultato fu che i samurai cominciarono a dipendere economicamente dai commercianti e, spesso, a contrarre debiti con loro. Anche se il paese era ancora governato con rigidi schemi sociali e politici, il cambiamento era caldeggiato sia dall'interno che dall'esterno: i paesi stranieri, infatti, mal sopportavano la chiusura del Giappone. La rivoluzione industriale dilagava in Europa, e l'Occidente era a caccia di nuovi mercati dove poter imporre la propria potenza economica. (Nella foto, una mappa di Edo)
 Molti bussarono alle porte del Giappone, ma furono gli Stati Uniti ad aprirle. Nel 1853, il commodoro Matthew Perry (a capo delle "Black Ships", lo squadrone di navi corazzate delle Indie Orientali) provò a forzare lo Shogun, senza riuscirci. Si ripresentò l'anno seguente, trovando ben pochi cambiamenti nell'atteggiamento, per completare l'opera, anche se ben pochi ad Edo erano felici di questi cambiamenti. Quando il primo Console americano fu ammesso in città, nel 1857, fu accolto da una folla in assoluto silenzio, segno inequivocabile di disprezzo nei suoi confronti. Malgrado ciò, nel 1858 fu firmato con gli Stati Uniti un trattato di amicizia politica e commerciale, seguito a breve da molte altre potenze occidentali. I tumulti che scoppiarono fra il 1853 e il 1868 sono ben documentati. La sensazione che il Giappone fosse in balìa di potenze straniere che possedevano una tecnologia più avanzata e, contemporaneamente, le grandi ambizioni di conquista dell'Asia Orientale catalizzarono le energie, allontanandole dalle discordie intestine. Lo Shogun fu messo sotto pressione dall'arrivo di Perry. La sua reazione, cioè incoraggiare i suoi signori a difendere personalmente i propri territori, portò a una perdita di controllo sui daimyo stessi. Allo stesso tempo, un movimento anti-Tokugawa, serpeggiante tra i livelli più bassi dei daimyo, si andava delineando ad Osaka e Kyoto. I daimyo ribelli fecero prigioniero l'Imperatore, allora privo d'autorità, e dichiararono la restaurazione del potere imperiale. Le forze dello shogunato tentarono di ribaltare la situazione a Kyoto, ma furono sconfitte. Lo Shogun decise allora di rimettere i suoi poteri alla corte imperiale nel 1868. Questo atto viene indicato come la Restaurazione Meiji. L'imperatore tornava a capo dello Stato, cominciando un regno che sarebbe durato dal 1868 al 1912. Con oggi, ho finito (finalmente!) il periodo Edo... Ma penso che resterà un altro paio di giorni! Shinkangae E con te siamo stati in...  P.s. Ad alcuni, vedere questa cifra potrà sembrare strano. Però, il mio caro vecchio contatore si era rotto, e ho pensato che fosse giusto far ripartire il tutto dalla cifra che ho visto nelle statistiche, cioè da 8500. Guardate nell'intervento del contatore!!!
Trackbacks
The trackback URL for this entry is: http://marukosan.spaces.live.com/blog/cns!30D31C2298C59E9D!1813.trak Weblogs that reference this entry
|