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1. februar 平成時代・Il Periodo Heisei (1989 -)Finalmente, oggi riprende il mio "Nihon Bunka Course"!!!
Il Periodo Heisei (1989 -) L'Imperatore Hirohito è morto nel 1989, concludendo il regno più lungo della Storia del Giappone (ben 62 anni). Suo figlio Akihito, salendo al trono, ha iniziato un altro periodo, decidendo di chiamarlo con l'emblematico nome di "Heisei", ovvero raggiungimento della pace. Akihito ha fatto straordinari sforzi per umanizzare il concetto di famiglia Imperiale e, contemporaneamente, per fare i conti con il passato: i vicini del Giappone sembrano non dimenticare facilmente anni di occupazione militare e brutale, e in particolare Cina e Corea del Sud terranno una linea dura fin quando il Giappone non farà ammenda delle proprie colpe belliche. L'Imperatore, però, è considerato dalla Costituzione del 1947 una figura politicamente neutra, e non è previsto che si interessi direttamente di politica, storia o del posto che suo padre avrebbe dovuto occupare nella storia del Giappone. Tutti i rapporti con il pubblico ed il comportamento ufficiale della Famiglia Imperiale sono gestiti dall'Agenzia di Stampa della Casa Imperiale, oppure dai burocrati del governo. Il Periodo Heisei è stato anche, per l'economia, il periodo più difficile della Storia Giapponese. In cima al calderone dell'ipervalutazione del mercato immobiliare, la "grande bolla" dell'economia giapponese cominciò a surriscaldarsi alla fine degli anni '80 per esplodere poi nei primi dei '90. La borsa perse metà del suo valore in brevissimo tempo, le banche videro svanire i prestiti garantiti da terre ormai senza valore e tutta l'economia giapponese, prima così fiorente ed autosufficiente, ebbe un'improvvisa doccia fredda.
Il paese entrò nel tunnel di una recessione durata fino alla fine degli anni '90; una stagnazione palese per tutti tranne che per i burocrati del Ministero delle Finanze ed i funzionari delle banche, finchè non fu troppo tardi. II. La decadenza del Giappone Politicamente, però, non vi furono grandi scossoni: per oltre 40 anni il Giappone era stato dominato da un partito politico chiamato "Partito Liberale Democratico" (PLB), un partito conservatore, reazionario e antidemocratico su modello occidentale, incurante dei desideri e dei problemi della nazione ma preoccupato di conservare invece il benessere dei propri capi. Ad esempio, l'agricoltura rappresenta solo il 10% del PIL, ma il partito ha favorito i contadini con sovvenzioni a discapito dei cittadini urbani. In virtù di misteriose leggi elettorali, i voti delle campagne valgono il doppio di quelli delle città. Nessuno però se ne lamenta. Istituzionalizzata e inattaccabile con mezzi legali, la seiji fuhai, o corruzione politica, avvelenava anche i più alti livelli di governo. Negli anni '80, The Economist ipotizzava che il governo sostenuto dal PLB stesse "soffocando nella sua stessa corruzione", e non a torto. Nel 1992 l'ultimo leader del PLB, Shin Kanemaru, fu coinvolto in uno dei frequentissimi scandali: nella sua abitazione furono rinvenuti lingotti d'oro per un ingentissimo valore. Come molti politici, tentò di sfuggire al giudizio del pubblico ritirandosi in un ospedale per curarsi da una non meglio precisata malattia: una forma di esilio spesso utilizzata in Giappone.
III. La crisi
Il PLB cadde in disgrazia nel 1993 per essere rimpiazzato, con regolari elezioni, da Hosokawa Morihiro, un discendente della potente famiglia Kyushu la cui indipendenza e opposizione al governo centrale ha una storia di secoli. Il giovane Hosokawa rinvigorì una nazione che richiedeva sostanziali riforme. Si ritirò solo sette mesi dopo la sua elezione, poiché coinvolto in uno scandalo. Fu sostituito da una coalizione guidata dal Partito Socialista, con un ministro pieno di buone intenzioni ma debole. Nello stesso tempo, il PLB si ricostituì e riprese il controllo nel 1996. Alla metà del 1999 il partito aveva formato una coalizione con il Partito Liberale ed il nuovo Partito Komeito. Il collasso economico del 1998 fu uno shock per i giapponesi, convinti di cavalcare un razzo potentissimo ed altrettanto sicuro. Forse anche peggiore del colpo iniziale fu la seguente stagnazione dell'economia che è durata per tutto l'ultimo scorcio del Ventesimo secolo. Sembrava che nulla potesse migliorare la situazione. Le banche cominciavano ad essere sommerse da un enorme ammontare di prestiti in sofferenza, risultato di un'economia ormai compromessa, ma, attraverso spostamenti di denaro poco chiari, cercavano di tenere nascosto il debito. Uno Yen troppo forte, chiaramente sopravvalutato, spegneva i profitti delle aziende, mentre le esportazioni crollavano a velocità iperbolica.
(Nella foto: la drammatica intervista ad un alto dirigente della Sony, che dice: "L'economia giapponese sta affrontando il suo periodo più difficile da sempre. Sono sicuro che, se il Giappone cadrà in una spirale deflazionistica, essa affliggerà anche le economie asiatiche. In questo caso, neanche l'economia statunitense potrà mantenere il suo stato di salute")
All'interno, dove le manifatture avevano per lungo tempo venduto le merci a prezzi eccessivi per incentivare le esportazioni a basso prezzo e guadagnare quote di mercato (cosa giudicata a lungo termine più importante dell'avere profitti immediati), i grossisti tagliarono fuori i sistemi di distribuzione giapponesi, notoriamente inefficienti, per rivolgersi direttamente alle ditte europee ed americane. Il Giappone divenne l'unico paese al mondo ad andare incontro ad una sostanziale diminuzione dei prezzi al consumo. IV. Fondamenta traballanti Due eventi, alla meta degli anni '90, diedero uno scossone all'autostima dei giapponesi e alla stima che il mondo aveva di loro. Il 10% dei terremoti del mondo hanno luogo in Giappone. Tokyo e la pianura di Kanto si trovano su un terreno geologicamente instabile. Terremoti devastanti hanno colpito Tokyo ogni 70 anni. L'ultimo fu nel 1923. Per decenni e, più recentemente, dopo il terremoto avvenuto in California all'inizio degli anni '90, i giapponesi sono stati rassicurati dal governo e da esperti che l'architettura e le tecniche costruttive giapponesi erano all'avanguardia e che i crolli di autostrade ed edifici non sarebbero mai avvenuti. Nel Gennaio del 1995, un terremoto colpì Kobe, un importantissimo scalo portuale situato nei pressi di Osaka. Kobe era stata dichiarata in una zona a basso rischio. Il Grande Terremoto Hanshin, come fu chiamato, uccise 5000 persone e lasciò 300'000 senzatetto. Il fuoco sprigionatosi dalle condutture del gas, ritenute a prova di terremoto, incenerì interi quartieri popolari. Le strade sopraelevate e le ferrovie shinkansen crollarono come fossero di gesso. I tunnel della metropolitana collassarono. Inoltre, la risposta del governo sia nazionale sia locale fu inadeguata ed irresponsabile. E nei giorni seguenti, questa incapacità di dare delle risposte sbalordì i giapponesi. Ci si domanda cosa succederebbe se un terremoto dell'ottavo grado della scala Richter colpisse Tokyo. E, in questo scenario, si è aggiunta un'ombra preoccupante: lo scandalo delle società edilizie, scoppiato poco meno di un anno fa. Sette anni or sono, il governo Giapponese decise di non effettuare personalmente i controlli sulla sicurezza delle case costruite, ma diede a moltissime aziende il permesso di autocertificarsi. Questo fece sì che moltissime case furono costruite, in realtà, senza avere i requisiti necessari. Ma la cosa che più stupisce, in realtà, è l'inadeguatezza del governo, che sembra non avere occhi: dopo lo scandalo, l'autocertificazione continua ad essere possibile.
Questa piccola parentesi riflessiva è tesa a far capire come, spesso, il Governo giapponese non sia all'altezza dei cittadini di cui è posto a capo. Due mesi dopo il terremoto di Kobe, un altro evento si abbattè su un Giappone demoralizzato. Nel cuore di Tokyo morirono 12 persone, e centinaia furono ferite dopo che i tunnel della metropolitana furono invasi dal sarin, un letale gas nervino. Era l'ora di punta e il primo bersaglio fu la stazione di Kasumigaseki, la più importante per la vicinanza al Governo ed al Parlamento. Gli effetti psicologici di quest'evento furono di una portata difficilmente descrivibile ed immaginabile. I giapponesi erano stati a lungo orgogliosi di vivere in una nazione considerata la più sicura del mondo e non avevano mai pensato che giapponesi potessero compiere atti di terrorismo contro altri giapponesi. Nei giorni che seguirono, il capo della Polizia Nazionale (Keisatsu) fu assassinato davanti alla sua casa di Tokyo. Misteriose esalazioni ammorbarono i passeggeri della stazione Yokohama ed i clienti di un vicino Grande Magazzino. Alla Stazione Shinjuku si evitò per pochi secondi una strage che avrebbe potuto coinvolgere 10'000 persone; un passante trovò il pacco contenente il gas in un bagno.
--- AVVISO A TUTTI I FREQUENTATORI, ASSIDUI O MENO CHE SIANO, DEL MIO BLOG ---
Mi dispiace moltissimo di non essere stato presente ultimamente. D'or in poi, mi impegno a rispondere meglio ai vostri commenti e ad approfondire più argomenti, una volta svincolatomi dalla Storia Giapponese, che oramai è agli sgoccioli.
Ergo: se avete domande, chiedete pure: sarò felicissimo di rispondervi! Kommentarer (49)Hvis du vil tilføje en kommentar, skal du logge på med dit Windows Live ID (hvis du bruger Hotmail, Messenger eller Xbox LIVE, har du et Windows Live ID). Log på Har du ikke et Windows Live ID? Tilmeld dig
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